L’ANALOGIA DELLA “CARTA ASSORBENTE”

Anni fa mi sono imbattuto in una osservazione di un aspetto, che ancora oggi ritengo, interessante: era il comportamento di un tovagliolo immerso nel vino per un angolo.
Subito compresi, a mio modo e per il mio grado di evoluzione, quante analogie ci fossero in quell’aspetto abbastanza banale.
La pima cosa che osservai è che dopo qualche minuto, le parti del tovagliolo erano più o meno dimezzate, sopra bianco e sotto il nero del vino.
Ma una cosa interessante era la parte di mezzo. Osservai che presentava, anche se solo per pochi millimetri, un colore griglio, che appunto era la parte “di mezzo”, il “purgatorio”, in quella striscia del tovagliolo.

tovagliologrigio

Era la classica area “grigia” dove è così in tutte le cose della vita.
Naturalmente era anche in funzione della consistenza del tovagliolo per la sua permeabilità o poca, per il 2° principio della termodinamica per la sua entropia, per cui la quantità di calore presente nel tovagliolo, per il tipo di molecole, l’impasto di cellulosa, ecc.
Sta di fatto che comunque ad un certo punto, il liquido “nero” non risaliva più il tovagliolo, era fermo in quella terra di “mezzo” che non era né bianco né nero.
Alzai la parte del tovagliolo completamente immerso nel vino e naturalmente gocciolava, era il vino che non poteva essere trattenuto dalle fibre del tovagliolo e naturalmente cadevano con grande fragore nell’”oceano” nero, sottostante, questo se fossimo noi piccoli osservatori, come molecole.
Questa osservazione banale che tutti, credo, abbiamo sperimentato, il tovagliolo serve proprio per asportare da una superficie, es, la nostra pelle, del cibo o dei liquidi.
Ma subito feci l’analogia con i passaggi epocali di una popolazione da un territorio all’altro, oppure da un pensiero positivo ad uno negativo o viceversa, anche in questo caso esiste la “zona grigia” o pensiero che deve dirimere tra i due aspetti.
La parte alta presenta il territorio ancora incontaminato, libero, da qualsiasi presenza troppo vicina fisicamente a noi, troppo in quanto non ci permette di respirare, di vivere, di avere il nostro spazio vitale.
Ogni molecola definisce in modo fisico e naturale il proprio spazio fisico, il proprio territorio in cui può e deve vivere, anche se in contatto con l’altra molecola.

CELLULA GRIG

Il contatto tra le molecole avviene ai confini, alla periferia, delle stesse molecole.
Avviene, appunto, nella zona grigia.
È come se le due parti non si conoscessero ancora.
Come due individui che si incontrano, si guardano uno vicino a l’altro ma a debita distanza, si guardano negli occhi, si stringono la mano, il tatto, si annusano, l’olfatto, come gli animali, poi cominciano a “sentire” che si potrebbe dialogare, trovare un’intesa per stabilire i propri territori, cosa e come scambiarsi idee e/o cose materiali, ma soprattutto di stabilire possibilmente accordo per la propria sfera d’influenza.
Questo, mi ricordo tuttora era negli anni 1980 e feci l’analogia con l’Africa. Il popoloso continente vicino all’Europa.
L’analogia del nero vino è solo dovuto al fatto che la mia spiegazione è molto più palese ma poteva anche essere il latte, solo che a questo punto non si “vedeva” la parte grigia anche se tutto si sarebbe comportato nello stesso modo. È solo per spiegarmi meglio.
O conosci la storia in modo approfondito oppure senza conoscere i moti che da sempre sono intrinseche nelle varie civiltà, si potrebbe capire moltissimo attraverso un semplice tovagliolo.
Il liquido nero risalendo il tovagliolo trova naturalmente il proprio spazio perché non lo trova attraverso un “contatto” come le tradizioni, le ideologie, le religioni, il cibo di come noi siamo fatti, insomma tutto quello che siamo da sempre nel “vino nero”.
Insomma il nero del vino non trasporta tutto quell’”immondizia” che purtroppo ancora ci serve per “vivere” come da sempre siamo abituati.
Pe farla breve, il liquido nero, si integra perfettamente nel tovagliolo? se si integra vuol dire che il vino nero si trasforma in un liquido bianco o trasparente come il sovrastante tovagliolo bianco?
E chiaro che no. Tutti vedono che il tovagliolo sotto è nero perfino se lo alziamo, gocciola!
E poi ricordate? esiste la parte grigia. Dove esiste il dialogo, oppure il primo scontro e il nero sotto ha vinto sul bianco.
Il nero rappresenta la realtà, la vita.
Dove non esiste la filosofia, il dialogo, il sentimento, l’accettazione, l’altruismo, ecc. esiste solo la sopravvivenza, lo scontro brutale tra il vecchio e il nuovo oppure tra il tribale e quello che noi crediamo civiltà avanzata o tecnologica.
Meno figli in Europa e in altre parti del mondo, vuol dire allentare le maglie del tovagliolo. È come se noi avessimo molto spazio tra una molecola e l’altra, lasciano intorno a noi “molto territorio” oppure egoisticamente allargando i nostri confini.
Nella natura delle molecole questo è impossibile perché loro sono reali, sono vere.
I confini sono dettati semplicemente dallo spazio naturale che serve loro per vivere e per lasciare vivere, non si appropriamo di altri territori che sono solo “morti” dove non esiste la vera vita, ma solo la pretesa che noi vogliamo come esseri umani egoistici e accumulatori di beni o presunti “valori”.
Ecco perché il nero vino prende lo spazio che in maniera inopportuna, il tovagliolo bianco, ha lasciato.
O noi riempiamo gli spazi vuoti (figli) oppure questi spazi saranno riempiti da altri figli, poco importa se sono neri o bianchi.
La vita non “vede” il nero o il bianco. Siamo noi, con i nostri pregiudizi”, che non capiamo gli eventi, l’evoluzione, i cambiamenti in atto.
Non possiamo arginare o frapporre dei muri nella “zona grigia”. È impossibile, non è reale.
Se si realizza è solo per un aspetto ideologico o di paura a non farcela ad integrare, o altro ancora. Dobbiamo solo cercare di dialogare, di trovare un’intesa, un modus vivendi compatibile tra i due aspetti.
La parola integrazione non è reale o possibile se non come imposizione di forza o numeri. Anche se pensiamo che i nostri “valori” siano più evoluti, reali.
Non ho una soluzione se non quella di ”inviare” nel vino i miei rappresentanti migliori portatori di conoscenza non solo tecnologica ma anche bio compatibile con quella terra per favorire la vita e non la miseria che costituisce e rafforza la “migrazione” negli spazi vuoti che noi abbiamo lasciato liberi con il nostro egoismo, l’accumulazione di cose o denaro fittizio.
Ecco perché arrivano ed arriveranno sempre più nei nostri territori che noi abbiamo lasciato liberi anche se li abbiamo riempiti di una vita superflua che ora attrae queste popolazioni martoriate da carestie, guerre non solo provocate da loro ma anche da noi.
I rappresentanti di conoscenza non devono solo portare il “come fare”, ma anche quanto denaro portare come tecnologie, sempre in funziona della biodiversita e culturale che riflette sempre la saggezza millenaria di quei popoli, rispettandone, appunto, le caratteristiche.
Tutto questo che ho scritto mi sembra ovvio e quasi banale per tutti.
La cosa invece importante, forse la più essenziale è che non dobbiamo portare il consumismo che ha indebolito le masse occidentali.
E il consumismo da dove arriva se non dall’accumulazioni di pochi per dirigere i media, i politici, i militari perché alimentino a sua volta le guerre, le ricostruzioni, le medicine fasulle per creare l’industria dei morti viventi?
Ma ancor di più è il modo di pensare errato attraverso un’istruzione scolastica ingannevole, insieme alle sostanze chimiche che respiriamo ed ingeriamo che ci portano continuamente a sonnecchiare a non risvegliarci.
A non risvegliare la nostra coscienza infinita che tutti noi esseri umani abbiamo.
Questa è la tragedia!
I microchip sotto la pelle o iniettati sono già una realtà, per fare di noi un “vallet” esclusivo e radiocomandato. Possono essere interessanti queste individuazioni per la nostra sicurezza, per individuare subito un’omicida o per i genitori per sapere veramente dove si trova il proprio figlio, a scuola o in qualche “drogheria” dei potenti e dei loro piccoli accoliti?
Il denaro è un mezzo di scambio, l’importante è che non rimanga accumulato in mano a pochi per i loro poteri abietti sul mondo.
Come dicevo, le molecole sono redistribuite in tutto l’universo o nel nostro corpo in modo saggio, uniforme ed equo.
Cosi deve essere con tutte le nostre proprietà che devono comprendere l’essenziale per vivere, devono essere rintracciabili e chiaramente intestate singolarmente, devono provenire da una fonte di lavoro e non speculativa ed accumulatrice fine a sé stessa, dividendo la finanza speculativa con la finanza del risparmio.
Per cui le banche devono essere o d’affari e speculative o a risparmio controllato su un valore vero come oro o immobili, che anch’essi meritano di manutenzione. Ma questo lo tratterò in un capitolo a parte.
Insomma sarebbe auspicabile una società mutuale, dove già c’era nel territorio europeo e mediorientale già 7000 anni fa, e solo con l’invasione dei Kurgan venne, con diversi periodi, in parte annientata e riassorbita. Questo è spiegato molto bene nei libri dell’archeologa Marija Gimbutas (Vilnius, 23 gennaio 1921 – Los Angeles, 2 febbraio 1994).
Le case erano tutte con la stessa metratura, o perlomeno a seconda del numero dei componenti la famiglia.
Gli archeologi non hanno trovato nessun edificio grande o ampio che ne descrivesse il potere, non hanno trovato, nelle arti figurative o manufatti, alcuna rappresentazione di armi come spade o frecce. La società era fondata sul matriarcato ma non per questa eccelleva sul patriarcato, semplicemente accettavano i due ruoli, femminile come procreazione e lato del cervello apportatore di vita e maschile che eccelle nel lato pratico di aiuto alla vita. Altro si potrà approfondire su questa società mutuale.
Tutto questo per dirvi che la nostra società occidentale che progressivamente sta contaminando tutto il mondo è portatrice di malattie psico-materiali solo per una stupida accumulazione dei pochi che creano continuamente sottoposti con l’illusione di potersi arricchire.
Ecco l’idea o il metodo di 1m1b, ma è cosi semplice e nello stesso complesso che non è facile far capire che risolverebbe, nel tempo, la maggior parte delle problematiche non solo di denaro, di proprietà in se, ma anche gli aspetti psicologici e mentali, sia individuali che collettivi, di una società malata. E qui mi fermo per non dilungarmi.

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