DIRITTI E DOVERI

In primo piano

Arrivano prima i diritti o i doveri?

In tutto il mondo, a tutti i livelli, dai politici ai religiosi, dai sindacati agli industriali, dai talk show ai giornali e altro ancora si parla sempre di diritti e di doveri che il singolo cittadino ma anche qualsiasi organizzazione deve tener presente, almeno in una democrazia più o meno avanzata che noi tutti conosciamo.

Ma abbiamo mai pensato dentro di noi o anche pubblicamente chi è più importante o perlomeno chi arriva prima….. il diritto o il dovere?

E pur vero che dovremmo mettere questi due aspetti sullo stesso piano, ma credo che la volontà o lo sforzo di stare in vita presuppone il fatto di pensare sempre prima come un “dovere”.

La vita è un fare ed è un continuo divenire e arriva sempre e prima del diritto.

Prima bisogna operare, dare, portare avanti un idea, un progetto, qualsiasi cosa che è “fare” poi arriva subito e di conseguenza delle nostre azioni il “diritto”.

Lettera aperta allo scrittore britannico Ian McEwan

Postato il 12/06/2016 su https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153520464991426&id=305499726425

 

Lettera aperta allo scrittore britannico Ian McEwan.
Caro Sig. Ian McEwan, in merito alla Sua intervista su RaiNews24, nel quale dichiarava che “esiste sempre meno diritto di parola in Russia”, Le vorrei portare la mia esperienza ed opinione anche dal fatto che vivo a San Pietroburgo da 4 anni, questo non vuol dire che “ho capito tutto”, naturalmente.

Mr.Ian McEwan

Mr.Ian McEwan

Le premetto che non ho nessun pregiudizio nei confronti di alcuna nazionalità, sulla terra, solo che molte nazioni, espansionistiche nella storia ed anche ora, hanno avuto ed hanno sicuramente dei vantaggi dal punto di vista economico per cui politico, a svantaggio di altre nazioni più deboli.

La Sua intelligenza ne darà atto.
Credo fermamente che la grandezza del territorio della propria nazione, limitato, rispetto ad altri potrebbe influire, mentalmente a livello inconscio, per essere indotti ad “acquisire” altri territori, nel passato, ed ora, attraverso la finanza spregiudicata, avvallata dalle solite “famiglie” che ormai molti, nel mondo, hanno incominciato a conoscere.

In Russia esiste libertà di parola fino al punto che non leda l’unità di questa grande nazione.
Il popolo Russo, visto quello che è successo negli ultimi 80 anni, è molto unito e coeso nei valori e nella storia che gli è propria, che si fondono su una vera cristianità fondata sul rispetto degli altri e non su quella ipocrita dei valori pseudo-cattolico di Roma, distinguendo il popolo in sé dalle vicissitudini ed aberrazioni prodotte dai bolscevichi.

Lei conosce bene cosa è successo e chi ha fomentato, anche se c’era debolezza in Russia, la rivoluzione d’ottobre del 1917.
Qui non si tratta di essere complottisti, ma Parvus ovvero Izrail Lazarevic Gel’fand era notoriamente una spia al soldo della solita potenza che ancora oggi sta cercando d’insinuarsi tra le pieghe di una seppur giovane democrazia Russa.

Da secoli l’Impero, che ormai sta cedendo pezzi, ha immesso spie e sobillatori nei vari stati che dovrebbero essere sovrani ed indipendenti.

Potrei continuare su queste considerazioni, ma non fanno parte della mia formazione e, credo, evoluzione interiore.

Quello che vorrei fosse chiaro è che ogni essere sulla terra dovrebbe tendere a non essere divisivo e competitivo in senso economico e politico. Un essere evoluto, soprattutto se si considera intellettuale, non dovrebbe essere dualista ma cercare di trovare e valorizzare gli elementi migliori che in ogni nazionalità esistono. Cerchiamo di essere spiriti liberi, nel senso di non appartenere nel cuore e nella mente, al alcun gruppo o sistema che vuole altri schiavi economici e purtroppo sempre più virtuali.

Un intellettuale, che scrivendo, influisce su milioni di persone, dovrebbe “insegnare” e “diffondere” quello che esiste di meglio in ogni popolo e non cercare di fomentare la “guerra permanente” di Parvus.

Un vero intellettuale non deve essere “assoggettato” ai grandi della terra e della finanza internazionale ma essere libero di far crescere la coscienza universale degli altri esseri.
La Russia d’oggi rappresenta non l’ultimo, ma il più saldo baluardo, alla tendenza di far diventare un mondo unilaterale, sotto il dominio delle multinazionali della finanza, dell’economia e della politica.
Nel cuore, spero proprio che l’Inghilterra non esca dall’Europa, ma che contribuisca a migliorare questa Europa malata e senza valori. Non siate invidiosi di una Russia che cerca solo il proprio benessere per i propri cittadini, lasciate che i Russi trovino da soli la “loro democrazia” senza interventi esterni di cui negli ultimi 20 anni sia gli USA che alcuni alleati Europei hanno propinato.

L’ignoranza nei testi scolastici occidentali a riguardo la vera storia della Crimea, insieme ai media occidentali guidati dai Signori delle Finanza Occidentale hanno deviato l’opinione pubblica occidentale e in particolar modo l’Europa, ad una deriva d’ignoranza sempre più accentuata.

L’ipocrisia o la paura di molti intellettuali occidentali per quello che sta succedendo in Europa non reca onore agli scritti od opere di tali personaggi.

In sintesi, nel mio animo, vorrei che tutti noi fossimo determinati e coesi per limitare o meglio estromettere con l’informazione, la cultura, la conoscenza, i sistemi o gli organismi che potrebbero portare ad un’involuzione della razza umana.

Con onore e consapevolezza.

Bright Being. www.1m1b.org